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Giuliano Macca
Giuliano Macca nasce a Noto, Sicilia, nel maggio 1988. Saranno proprio la sua terra natia e la vicinanza al mare, da sempre elemento molto influente per il giovane pittore, a fungere da contorno per la sua arte. Un talento, il suo, che inizialmente fluisce nelle strade della barocca Modica, dove risiede fino ai vent’anni per poi trasferirsi a Roma. Macca si addentra nel mondo dell’arte accingendo dagli assilli; dall’inquietudine e dalla crudezza dell’esistenza umana per poi affrontare queste tematiche con estrema autenticità. Coloro che si soffermeranno ad osservare accuratamente gli occhi nei suoi dipinti, elemento emblematico della sua arte, scopriranno che essi celano altresì sentimenti quali delicatezza, fragilità e passione. L’approccio alla tela di Macca rivela la fiduciosa ricerca di un amore mistico e sublime, raggiungibile solamente tramite la purezza e l’ardimento dei soggetti da lui stesso rappresentati.

Nel 2008, a vent’anni, il giovane artista abbandona la sua amata Sicilia per trasferirsi nella frenetica Roma e frequentare l’Accademia di Belle Arti, dalla quale si diploma a pieni voti.
Durante il suo percorso in triennale partecipa, nel 2011, ad una mostra collettiva all’Artexpo di Arezzo.
Nel 2014 è costretto a fare ritorno a Modica.
Abbattuto, capisce che la terra nella quale aveva cercato rifugio non offriva particolari sbocchi nel settore artistico così, guidato da un sentimento di rivalsa, fa ritorno nella capitale. La sua prima, vera commissione ha luogo nel 2016 dove Giuliano realizza la scenografia per lo spettacolo teatrale Corti ma Lirici presso il Teatro Eliseo di Roma. Poco dopo, nello stesso anno, realizza una performance artistica presso il MAAM di Roma con l’opera Ti Aspetto su Altri Pianeti dove parteciperà in maniera attiva anche il direttore del museo, Giorgio de Finis. Sarà a Marzameni, una piccola frazione marinara in provincia di Siracusa, che avrà luogo, durante il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, la sua prima esposizione personale intitolata le Confessioni del Tempo.
In questa mostra va delineandosi in modo determinante lo stile pittorico dell’artista e nei soggetti raffigurati confluisce, attraverso le pennellate, la sua grande ossessione per il Tempo, fautore e distruttore di ciò che contempla l’esistenza.

Il 2017 sarà invece un anno destinato alla sperimentazione e alla scoperta. Durante i primi mesi dell’anno Macca si trasferisce a Barcellona, fulcro della movida ispanica e della cultura catalana, nonché città in cui per un breve periodo dimorò Pablo Picasso, grande fonte di ispirazione per l’artista siciliano. A Saragoza, inoltre, visita il museo di un altro celeberrimo nome che ebbe il potere di infuocare, con il suo genio, l’estro creativo del giovane: Francisco Goya. Arricchito di nuove nozioni, Macca fa ritorno in Italia dove, sempre nel 2017, viene invitato a partecipare alla collettiva ContemporaneaMente alle Scuderie Aldobrandini di Frascati.

Nell’ottobre 2018, dopo aver trascorso un anno a Roma senza fissa dimora, Giuliano presenta Ladri di Luce nella wunderkammer Mirabilia, ospitata da Giano del Bufalo. Questa esposizione ebbe un eccezionale riscontro da parte del pubblico. Successivamente Macca entra a far parte del team di Michele von Büren, gallerista di Rvb Arts, nota galleria con sede a Trastevere che tratta giovani artisti emergenti. Nel dicembre dello stesso anno, tramite la galleria, Macca partecipa alla collettiva Myths and Legends. Visto il grande successo ottenuto all’interno dell’esposizione, la sua gallerista decide di organizzare una personale nel maggio del 2019; nasce in questo modo la mostra Cuori di Cristallo. Il cristallo, per Macca, diviene metafora della precarietà dell’animo umano in quanto rappresenta il paradosso di un materiale dalla struttura solida ma facilmente sfaldabile.
I volti dell’artista incarnano appieno le peculiarità del minerale celando, dietro ad un velato ermetismo, la limpidezza dei loro animi, con l’intento di sospendere l’osservatore in un tempo poliedrico ed imprevedibile.
Nell’ottobre del 2019 Macca partecipa alla collettiva Dissolvenze, avente luogo al Museo Diocesano di Padova.